luglio 22, 2017

Chi siamo

L’Associazione per la Tutela dell’”Aglianicone di Castel San Lorenzo” Denominazione di Origine Protetta – brevemente “A.T.A.” è stata costituita nell’anno 2013, nel rispetto dell’art. 36 e seguenti del Codice Civile.
La nascita dell’Associazione è scaturita, sostanzialmente, dalla necessità di creare condizioni favorevoli, affinché le aziende vitivinicole presenti sul territorio potessero immettere sul mercato nazionale ed estero un prodotto di elevata qualità, qualificato dalle peculiarità del vitigno Aglianicone.
Fino agli anni ’40 del secolo scorso, i territori (riconosciuti dal D.M. 30.11.2011 pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGT), che oggi delimitano la D.O.C. “Aglianicone di Castel San Lorenzo”: Castel San Lorenzo, appunto, Felitto, Bellosguardo, Aquara e Roccadaspide, erano caratterizzati dalla presenza quasi esclusiva di questo vitigno autoctono. L’economia di questi territori era legata, quasi esclusivamente, alla commercializzazione, soprattutto all’estero, del vino pregiato prodotto da questo vitigno. A seguito dell’invasione catastrofica della fillossera – un afide terribile che distrusse quasi totalmente i vigneti europei, tra gli anni 1880/1940 – in questi territori fu smarrita quasi la traccia dell’antico vitigno. I vigneti distrutti dall’afide micidiale, furono soppiantati da vitigni nazionali ed internazionali (Barbera, Sangiovese, Cabernet, Nero d’Avola, ecc.), resi resistenti alla malattia e capaci di produrre abbondanti raccolti; dall’altra parte, però, questi ultimi erano privi delle necessarie capacità distintive, proprie del vitigno autoctono.

Nell’anno 1994, per interessamento della Val Calore s.c.a.r.l. (Cantina Sociale), dell’Assessorato dell’Agricoltura SeSIRCA – Napoli, dello STAPA CePICA – Salerno e del Ministero delle Risorse Agricole Alimentari e Forestali, nell’attuazione dell’Aggiornamento e Qualificazione della Piattaforma Ampelografica Nazionale, realizzarono un “Campo di Confronto Varietale di Viti Finalizzato alla verifica dell’adattamento in Campania di Vitigni di Pregio” e misero a dimora, nel territorio di Castel San Lorenzo, n. 33 varietà di vitigni nazionali, internazionali e autoctoni campani.

Nell’anno 1996, il Dipartimento di Arboricoltura, Botanica e Patologia vegetale della Facoltà di Agraria di Portici – Università degli Studi di Napoli “Federico II”, il Se.S.I.R.C.A. – Settore Sperimentale, Informazione, Ricerca e Consulenza in Agricoltura – della Regione Campania e con la collaborazione della Val Calore s.c.a.r.l., nell’area del Calore Salernitano, attivarono e realizzarono un progetto dei vitigni minori regionali.

A supporto di detto campo viticolo e per completamento degli studi-ricerca, fu realizzato dagli stessi soggetti un Centro Regionale per le mcro-vinificazioni presso la Val Calore scarl di Castel San Lorenzo.

I vitigni suddetti, unitamente ai relativi vini, ottenuti dalle micro-vinificazioni ripetute per 5 anni, furono studiati sotto tutti gli aspetti di interesse viti-vinicolo per il territorio della Valle del Calore Salernitano.

Nei trentatre vitigni, oggetto di studio, non vi era ancora la presenza dell’Aglianicone di Castel San Lorenzo.

Nel contempo, in modo fortuito, fu trova ai confini tra i territori di Felitto e Castel San Lorenzo una pianta di Aglianicone autoctono, dalla quale, per forte interessamento del Dr. Giuseppe Capo (Enologo, nonché Presidente dell’Associazione A.T.A.), fu possibile prelevare un determinato quantitativo di tessuto per la riproduzione della vite. Fu possibile, pertanto, impiantare nel campo sperimentale, di cui sopra, n. 100 barbatelle di Aglianicone di Castel San Lorenzo, scelte e selezionate dal personale del Se.S.I.R.C.A.

Gli studi furono scrupolosamente seguiti da professionisti di fama riconosciuta. Nel rispetto di quanto previsto dalle normative italiane, allora vigenti, e dalle procedure da osservare per l’iscrizione di una varietà nell’elenco nazionale, le cento piante di Aglianicone, le uve ricavate e i vini furono tenuti sotto attenta osservazione per cinque anni consecutivi, precisamente dal 2002 al 2006, unitamente ad altre varietà coltivate nel territorio per avere un raffronto diretto.

In base alla descrizione ampelografia, fu elaborata una scheda varietale di trentasette parametri morfologici ed agronomici caratterizzanti il vitigno “Aglianicone”.

Come per le precedenti trentatré varietà di viti, innanzi descritte, fu, quindi, possibile procedere, anche per il vitigno Aglianicone , a partire dall’anno 2002, alle micro-vinificazioni ufficiali annuali, per la valutazione tecnologica ed enologica delle uve di “Aglianicone di Castel San Lorenzo”.

La versione completa dello studio bio-molecolare del vitigno fu pubblicata sulla rivista internazionale “Vitis”. I risultati ottenuti furono molto positivi, sia dal punto di vista agro-comportamentale delle piante, sia sotto l’aspetto chimico-fisico ed organolettico dei vini ottenuti, questi ultimi sempre di eccellente qualità.

Nell’anno 2011, con il D.M. del 10 marzo, .finalmente, il vitigno “Aglianicone” è stato inserito nel disciplinare di produzione dei vini a Denominazione di Origine Protetta “Castel San Lorenzo”.

Grazie agli esperimenti e agli studi condotti e innanzi descritti, è stato possibile riprodurre la pianta originale dell’Aglianicone di Castel San Lorenzo e con essa il suo prodotto eccellente, il quale, in passato, ha dato lustro e ricchezza ai nostri territori, la cui fama, nonostante sia trascorso quasi un secolo, non si è ancora sopita.

Su impulso del Prof. Celano, dell’Università della Basilicata, l’Azienda capofila “Viticoltori De Conciliis, di Prignano Cilento, coinvolgendo altre aziende viti-vinicole dell’area del Cilento, degli Alburni e della Valle del Calore, ha iniziato un ulteriore studio sul vitigno campano “Aglianicone”.

Questo studio è stato finanziato con risorse della Misura 124 del PSR Campania 2007/2013: “Cooperazione per lo sviluppo di nuovi prodotti, processi e tecnologie nei settori agricolo-alimentare e forestale”. Il Progetto “Aglianicone” ha avuto come obiettivo l’approfondimento delle conoscenze relative al vitigno autoctono campano.

L’attività si è articolata in vigneti ubicati in diversi comuni dell’area Valle del Calore – Cilento – Alburni e Vallo di Diano: Agropoli, Aquara, Campora, Castel San Lorenzo, Felitto, Laurino, Pisciotta, Postiglione, Sant’Angelo a Fasanella e Torre Orsaia.

Diversi sono risultati gli elementi che concorrono al successo sempre più ampio del prodotto dell’Aglianicone, tra i quali:

  • maturazione più precoce del suo derivato Aglianico, con più facile raggiungimento della maturazione fenolica;
  • morbidezza e dolcezza di tannini e caratteristiche aromatiche e di estrazione molto interessanti che lo portano a differenziarsi dall’Aglianico tradizionalmente coltivato nella zona;
  • attitudine alla produzione in biologico legata alla conformazione spargula del grappolo ed allo spessore della buccia che gli conferiscono una buona resistenza alle crittogame della vite;
  • possibilità di presentarsi sui mercati con un’impronta del carbonio molto bassa;
  • contesto produttivo ricadente in gran parte nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, area ricca di siti archeologici (Paestum, Novi Velia, ecc.), sede di un Geo-Parco Unesco, culla della dieta mediterranea.

Gli studi condotti dall’Università degli studi di Napoli, in collaborazione con altre università italiane, acclusi nel progetto, la cui presentazione è stata curata dal Prof. Alessandro Piccolo (Coordinatore Scientifico Progetto Aglianicone CERMANU Università di Napoli Federico II – Centro di Ricerca Interdipartimentale sulla Risonanza Magnetica Nucleare per l’Ambiente, l’Agro Alimentare ed i Nuovi Materiali) hanno avuto come esito conclusivo la primogenitura del vitigno “Aglianicone di Castel San Lorenzo” sul noto vitigno campano “Aglianico”.

Terre dell'Aglianicone