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Silva Plantarium

Buxento

Uve: Aglianicone 90%, Aglianico 10%
Sistema di allevamento: Guyot bilaterale
Terreno: flysch cilentano argilloso calcareo

Vinificazione: L’uva è stata raccolta esclusivamente a mano nell’ultima settimana di settembre, selezionando i grappoli, i quali vengono poi diraspati e pigiati. La fermentazione è stata fatta in fermentini di acciaio con lieviti autoctoni grazie all’innesto del pied de cuve ottenuto da una piccola percentuale di uva raccolta e messa a fermentare qualche giorno prima. Senza aggiunta di solforosa la macerazione delle bucce è durata circa dieci giorni. Durante tale periodo si è prestata la massima attenzione al dosaggio dell’ossigeno mediante rimontaggi e délestage. In fase di svinatura è stata eseguita una soffice pressatura delle bucce il cui prodotto è stato aggiunto al vino fiore. Dopo circa un mese il vino è stato trasferito in anfore di terra cotta, dove ha concluso l’ affinamento nel mese di giugno. Imbottigliato senza l’aggiunta di solforosa e senza alcun intervento di chiarificazione o filtrazione ha proseguito il periodo di affinamento in bottiglia per circa 4 mesi.

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La nostra cantina

Mario Donnabella è nato qui. Proprio su
questa terra che si chiama Cilento, nel comune di Torre Orsaia
frazione Borgo Cerreto a circa trecento metri di altezza sul mare di Policastro.
Il monte Centaurino, che regna sulla sua terra, è parte della sua storia. Da sempre.
Come i fiumi Bussento Mingardo, che chiudono la sua proprietà in un abbraccio forte: la terra governa l’acqua che zampilla dalle sue viscere.

I suoi fratelli sono emigrati dall’altra parte del mondo come molte delle persone che, una a una, sono scomparse da questi luoghi in cerca di fortune lontane, lasciando vuoti fermi nel passato, riempiti, ora, da nuove generazioni e speranze.
La terra che gli ha lasciato suo padre è composta da pascoli, boschi, ulivi e vigneti. Lui l’ha battezzata Silva Plantarium, vivaio di piante da bosco, perché ha voluto restituirle ciò che le si toglie: coltiva in vivaio specie autoctone cilentane e di macchia mediterranea ad uso forestale, come il cerro, il leccio, le roverelle, l’orniello e l’olmo. E ancora arbusti quali il corbezzolo, il mirto, la ginestra, il lentisco ed altri ancora, presenze naturali e spontanee in questo territorio incontaminato. La chiamano biodiversità. Lui si ostina a chiamarla Natura. In tutte le stagioni si esprime, rivelando la sua vitalità. Nel freddo e nudo inverno come anche sotto un estivo sole giaguaro.

Coltiva circa 4 ettari di vigneti di antiche cultivar cilentane, quasi scomparse: AglianiconeSanta Sofia e Mangiaguerra. Come anche Aglianico e Fiano. Nei vigneti non usa pesticidi, diserbanti o nutrimenti chimici che possano nuocere loro.
La mattina si sveglia e dalle sue finestre osserva la sua terra cogliendone gli indizi che durante la notte ha seminato, proprio per lui, pensa. Guarda in alto il profilo delle montagne che vigilano, maestose. Segue con lo sguardo le loro forme sinuose. Cerca delle differenze nei particolari rispetto al giorno prima: sono vere statue ricche di vita. Il loro manto verde pulisce il suo sguardo ed il suo pensiero. Esce poi andando incontro alla sua terra

Vieni in cantina

Ti aspettiamo per farti conoscere le nostre etichette, per parlarti delle nostre attività e per portarti nel magico mondo dell’Aglianicone, questo vitigno affascinante che stiamo recuperando con lo sforzo congiunto di altri viticoltori.